LOVE IS IN THE AIR. UGO FOSCOLO + ANTONIETTA FAGNANI ARESE

February 16, 2021  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“E in te beltà rivive,
L’aurea beltate ond’ebbero
Ristoro unico a’ mali

[…]

Agli arcani tuoi lari
Ove a me sol sacerdotessa appari,

Regina fu; Citera
E Cipro ove perpetua
Odora primavera …”
 

(U. Foscolo, Ode “All’amica Risanata”)

 

“Cosa è mai per il nostro cuore il mondo senza l’amore?

È come una lanterna magica senza luce!

Ma appena tu vi introduci la lampada, le più belle immagini compaiono sulla parete bianca!

 E anche se non fossero altro che fantasmi evanescenti,

 ci rendono tuttavia felici quando stiamo lí come tanti ragazzi

 e andiamo in estasi per queste meravigliose apparizioni…”

 

(J. W. Goethe, I dolori del giovane Werther)

 

Love is in the Air: Ugo Foscolo e Antonietta Fagnani Arese

è una mostra nata dall’Idea di Luigi Franchin, Alberto Levi e Viola Romoli

a cura di Roberto Mastroianni

su progetto dello Studio Patricia Bohrer

con la collaborazione di Altreforme, Be Modern, Il Casale Flower Farm,

Jean Blanchaert, Johan & Levi Editore e vago.com

Date: 16 Febbraio – 25 Giugno 2021

Artisti: Franco Albini, Melvin Anderson, Francesco Binfaré, Fulvio Bianconi, Patricia Bohrer, Enrica Borghi, Mario Botta, Eteri Chkadua, Simone Crestani, Francesca Dondoglio, Eileen Gray, Domitilla Harding, Patrick Jacobs, Frank Lloyd Wright, Umberto Mascagni, Massimo Micheluzzi, Ludwig Mies van der Rohe, Aldo Mondino, MVM, Ocra, OVO, Gaetano Pesce, Carlo Prada, Paolo Rizzatto, Maria Grazia Rosin, Ken Scott, Bianca Sforni, Ettore Sottsass, Emilio Tadini, Giuseppe Terragni, Vedovamazzei, Paolo Venini, Vittorio Zecchin.

La Mostra si sviluppa negli spazi di THE POOL NYC a Palazzo Fagnani Ronzoni in Via Santa Maria Fulcorina 20 e da Alberto Levi Gallery in Via San Maurilio, 24 a Milano.

Love is in the Air. Ugo Foscolo e Antonietta Fagnani Arese

di Roberto Mastroianni

Milano 1801-1803, Palazzo Fagnani, Via Santa Maria Fulcorina 20.

Milano 2021-2023, Palazzo Fagnani, Via Santa Maria Fulcorina 20.

Quale migliore occasione del giorno di San Valentino per entrare in questo splendido palazzo in mattoni rossi, fulgido esempio del Barocchetto milanese dall’austera bellezza, che si erge su una stretta via con a lato una chiesa, dedicata a San Matteo alla Banchetta, e che storicamente ospitò i Marchesi Fagnani, divenendo scenario della grande passione intellettuale e amorosa tra due giovani amanti: Ugo Foscolo e Antonietta Fagnani Arese. Fu questa una storia caratterizzata da una ricerca spasmodica del bello e del vero, non disdegnando al contempo la ricerca, anch’essa spasmodica, del piacere e del soddisfacimento delle proprie passioni, dei propri desideri.

Le mura di questo palazzo milanese furono spettatrici silenziose della travolgente storia d’amore tra il poeta e la fascinosa nobildonna e da quella relazione nacque un sodalizio che permise a Foscolo di assorbire Goethe e dare forma alle Lettere di Iacopo Ortis. Antonietta conosceva perfettamente quattro lingue, tra le quali il tedesco, e tradusse per Ugo I Dolori del giovane Werther, libro fondamentale per il formarsi della sua poetica la cui ricezione influenzò profondamente la prima stesura de Le ultime lettere di Iacopo Ortis. Comincia così una liaison dangereuse intensa, passionale e tumultuosa tra i due giovani colti e cosmopoliti.

Fu quella una storia d’amore, che per una serie di vicissitudini ebbe vita breve, e allora vale la pena fare un esperimento mentale e immaginare che i due personaggi si incontrino nel 2021 in un mondo in rapida trasformazione, sotto la pressione di una pandemia globale che mette in luce le contraddizioni di quella tarda modernità, che vede il pianeta diventare “un’ultima sfera unificata attraversata da merci, capitali, testi, simboli e personaggi in visita”[1], che questi due giovani potrebbero abitare all’insegna di un amore per le arti, di un’azione culturale e di un forte impegno civile.

In questa prospettiva, due galleristi – una Fiorentina (Viola Romoli) e un Veneziano (Luigi Franchin) – proprietari di una galleria milanese dal nome newyorkese (THE POOL NYC) mettono a disposizione i loro spazi all’interno di Palazzo Fagnani, al fine di far rivivere la magione dei due amanti, al contempo salotto culturale, alcova e spazio di pensiero e produzione culturale.

La scommessa è immaginare Ugo e Antonietta del XXI secolo vivere i loro spazi e la loro quotidianità, qui ricreati in sinergia tra la Galleria Alberto Levi e THE POOL NYC, all’insegna di passioni artistiche, interesse per il design contemporaneo e per oggetti che, come gli antichi tappeti berberi, evocano viaggi e culture globali e locali. In questo modo, la galleria diventa una specie di “camera delle meraviglie” contemporanea piena di oggetti eccentrici, a volte spudorati o dalla forte carica ironica, scelti da una coppia che incarna amore, passione, cultura, desiderio, avventura e impegno civile.

Il cosmopolitismo, il gusto per il collezionismo e il lusso e l’attenzione alle trasformazioni sociali e politiche, tratti caratteristici del Foscolo e della Fagnani storici, vengono riproposti e riarticolati con attenzione alla contemporaneità, permettendo ai visitatori di entrare in uno spazio, che anche loro potrebbero abitare, pieno di oggetti che anche loro potrebbero possedere, che rappresentano la sintesi di un gusto contemporaneo attento alla qualità estetica, al confort e alla ricerca di quella armonica conciliazione di materialismo e spiritualismo di cui Ugo Foscolo è stato un  teorico esemplare.

I giovani Ugo e Antonietta storici si rispecchiano pertanto nel gusto curatoriale e allestitivo di una galleria, che si propone da anni di mettere assieme il meglio dell’arte e dello stile che nasce e attraversa le capitali globali del potere politico, economico e del lusso.

Il gusto del veneziano di origini greche Foscolo e della milanese Fagnani cedono così il passo a quello dei potenziali Ugo e Antonietta contemporanei in un rispecchiamento di attraversamenti territoriali e culturali che vede loro ripercorrere luoghi centrali, ora come allora, per la cultura globale. In questo modo Londra, Parigi, Milano, Firenze e Venezia e la Svizzera dell’Ottocento diventano contraltare delle capitali contemporanee, arricchendosi delle suggestioni che provengono dal design, dall’antiquariato e dalle potenzialità del contemporaneo.

Il nostro esperimento mentale ci pone innanzi alla casa di due giovani collezionisti che vedono, come già il Foscolo, nella bellezza i segni e le tracce simboliche di un passato e di un presente che trovano nell’arte la capacità di dare forma a un progetto di vita all’insegna dell’impegno civile e culturale, nella consapevolezza che solo il bello possa essere consolazione e spunto di riflessione in un’esistenza e in un mondo complesso e conflittuale.

Le opere d’arte, il design e gli oggetti presenti in galleria diventano così parte di una costellazione simbolica, che regala sogni e “illusioni” fondamentali per affrontare la vita e il mondo. Vi è infatti una consapevolezza che accomuna il pensiero foscoliano e il collezionismo contemporaneo ovvero che certi tipi “illusioni”, come le opere d’arte, possano essere un rimedio anche solo momentaneo ai drammi dell’esistenza e che una vita senza arte e cultura non avrebbe senso di essere vissuta.

Possiamo infatti immaginare di ascoltare il poeta nelle stanze della galleria/casa  declamare a voce alta ad Antonietta un passo tratto delle sue Lettere:

“Illusioni! Grida il filosofo – Or non è tutto illusione? Tutto! Beati gli antichi che si credeano degni de’ baci delle immortali dive del cielo: che sacrificavano alla Bellezza e alle Grazie; che diffondeano lo splendore della divinità su le imperfezioni dell’uomo, e che trovavano il Bello ed il Vero accarezzando gli idoli della lor fantasia! Illusioni! ma intanto senza di esse io non sentirei la vita che nel dolore, o (che mi spaventa ancor più) nella rigida e nojosa indolenza”[2].

E mentre Antonietta, in un gioco di specchi tra passato e presente, ode le parole dell’amato vede attorno a sé gli oggetti contemporanei che, simili ai “Sepolcri” di cui egli parlerà/ha parlato, si presentano come tracce simboliche di una cultura globale condivisa, la quale dà senso e significato alla nostra comune situazione esistenziale.

 Cosa sono infatti le opere d’arte e dell’ingegno umano che trovano collocazione nelle nostre case se non belle presenze e tracce di una tradizione culturale, che è trasmissione di messaggi e forme di vita da un passato comune, che vengono riarticolate e re-interpretate con lo sguardo dell’oggi? E in questa capacità di collezionare gli oggetti, che rappresentano il mondo e la storia degli uomini, non c’è forse il desiderio di collezionare il proprio io culturale e socio-storico attraverso lo sguardo contemporaneo e l’ibridazione dei linguaggi?

 In questa prospettiva, il rapporto tra tradizione e innovazione, tra figurazione e astrazione tra design e architettura dà vita a uno spazio dell’abitare che ci pare comune e possibile nella sua storicità e contemporaneità.

Prende così forma la casa dei due giovani collezionisti che si rispecchiano in opere d’arte e oggetti di design e nei “simulacri” e “illusioni” capaci di incarnare il nostro umano desiderio di verità, bellezza e giustizia.

Amore, passione, gioco, arte, letteratura, quotidianità e impegno esistenziale trovano il loro spazio ideale in un’idea di abitazione, in cui la bellezza si presenta anche come possibile consolazione delle sofferenze, dei drammi e dei conflitti provocati dalla nostra condizione esistenziale, amplificati da questi tardo moderni tempi pandemici.

La mostra

Entrare in questa mostra/abitazione, che  vuole rendere omaggio a Foscolo e Fagnani, due figure centrali  della Milano ottocentesca e per la cultura italiana ed europea, getta il visitatore in uno spazio tempo sospeso, in cui prende forma la celebrazione dell’amore, della ragione, dell’impegno civile e politico, delle passioni, dei piaceri e delle sofferenze quotidiane, e di tutte quelle suggestioni capaci di diventare motore della produzione poetica e letteraria dei due personaggi storici e, nel contempo, immaginare i loro potenziali corrispettivi contemporanei.  

La mostra, ispirata alle figure dei due storici amanti, vede gli spazi attraversati della presenza degli Ugo e Antonietta contemporanei e prende così forma un luogo arredato con oggetti che parlano di viaggi, musica, moda, attualità, arte e impegno civile. La mostra attribuisce ai due giovani caratteristiche ritenute fondamentali per l’inizio del XXI secolo: entrambi sono cosmopoliti, europeisti, radicati ma interessati al mondo intero, in cerca di avventura  e intellettualmente curiosi e dediti a tutti gli ambiti del sapere, vivono una vita all’insegna del rapporto tra innovazione e tradizione, sono insomma una coppia intellettuale illuminata, sostenitrice dell’ambiente e impegnata nella costruzione di un nuovo risorgimento europeo all’insegna della sostenibilità ambientale e nella promozione di una cultura dei diritti e delle libertà.

La casa, luogo fondamentale per la quotidianità emotiva, intellettuale e sociale e spazio dell’intimità, dove si vive, si soggiorna, si pensa, si crea… diventa in questo modo teatro di un collezionismo contemporaneo raffinato e attento al mutare del gusto, all’ibridazione dei linguaggi e alla sovrapposizione di forme e ispirazioni geografiche e storiche differenti.

La quotidianità si intreccia con forme simboliche dense di messaggi sociali ed esistenziali in una tensione tra il materiale e lo spirituale, che non disdegna il divertimento e la passione.

Entrando nella magione, tramite la monumentale Piscina di Marshmallows di Aldo Mondino (Aldo Mondino, Untitled (Piscina di Marshmallows), Marshmallows, 3,80×7,70 m, 1982), comprendiamo subito che questa è la dimora di due amanti che vedono in quella “una vasca dolce” per perdersi nelle appassionate “acque” dell’amour fou, vivendo la propria storia con passione e nello stesso tempo ricerca pop-ironica.

Passiamo poi negli altri spazi della galleria, trasformati in stanze di una vera e propria casa, con letto, mobili, opere d’arte contemporanea, sculture in vetro e trionfi di tappeti berberi.

 Sulle pareti i quadri di Aldo Mondino (“Tropicale”, Olio su Masonite, 180×140 cm, 1964 e “Sufi”, Olio su Linoleum, 120×90 cm,1999)  e di Eteri Chkadua (“Unfaithful Wife”, Olio su tela, 130×140 cm,)  parlano di viaggi, alterità e suggestioni orientaliste ri-articolate nei linguaggi pop ironici del contemporaneo, mentre le opere di Francesca Dondoglio, indicano l’attenzione dei due giovani amanti per una ricerca sul colore e sull’essenza del dipingere dalla forte “linea analitica”[3], che incarna un “esperienzialismo concettuale” dalla forte tensione spirituale e dalla resa astratto-metafisica, che usa le tensioni tra le monocromie per indagare lo spazio poetico dell’animo umano.

La Progettazione degli spazi e del letto ad opera di Patricia Bohrer rende le gallerie perfettamente vivibili, all’insegna del confort che solo la “casa” può dare, ma nello stesso tempo con un’attenzione al design raffinato, colorato, minimale e giocoso che conferisce ricercatezza a ogni dettaglio, al fine di restituire la personalità di due giovani cresciuti assorbendo le forme e i linguaggi del nostro immaginario globale.

Il design dal gusto contemporaneo e internazionale dialoga in questo modo con gli antichi tappeti berberi di Alberto Levi e con le sculture in vetro di Murano, restituendo il gusto cosmopolita di una coppia capace di accostare il bello e l’utile al di là del tempo e dello spazio, mossa da un gusto che sa rintracciare la continuità tra gli oggetti in uno sguardo e in una prospettiva personale. Sulle pareti le opere di Bianca Sforni (“Datura Maggio 2020”, stampa cromogenica ai Sali d’argento, 81×61 cm, 2020 e “Datura Maggio 2020”,  stampa cromogenica ai Sali d’argento, 81×61 cm, 2020) propongono metafisiche e sospese nature morte, che come vanitas contemporanee ci ricordano della fugacità della vita, mentre la scultura di Enrica Borghi (“Venere”, unghie finte e straccio, 2020) ci mostra l’attenzione dei due inquilini della casa/galleria per i temi del riciclo e riuso dei materiali in un’ottica di sostenibilità ambientale e la sensibilità per la gender equality e la condizione femminile, mostrando che tensione socio-politica e gusto possono convivere in forme piacevoli, dal forte valore critico.

Nella Galleria Alberto Levi trova, invece, collocazione lo studio di Ugo e Antonietta, dove gli innamorati trascorrono il loro tempo a leggere, creare, pensare, fare yoga, meditare e ascoltare musica avvolti in una suite di cinque tappeti (nodo simmetrico in lana su trama e ordito in cotone, 1925 circa) disegnati da Jean Burkhalter per Pierre Chareau.  Questa suite di tappeti, commissionati originariamente per una residenza in Corsica, è rappresentativa delle diverse sfaccettature stilistiche e compositive della maturità artistica di Burkhalter e attraverso la proposizione di motivi astratti, forme irregolari ad effetto maculato o marmorizzato o tratti dall’ascendenza pittorica, che ricordano superfici lunari e stilemi floreali, che donano alla galleria/studio un’atmosfera sospesa capace di proteggere e promuovere l’intimità umana e intellettuale dei nostri Ugo e Antonietta contemporanei.

La casa- spazio di intimità, quotidianità e relazione- si arricchisce inoltre di un’installazione di Vedovamazzei (“Numero di Telefono Ugo Foscolo”, Neon Light, Neon, 40×6 cm, 2020), mostrando come lo spazio privato sia sempre anche luogo in cui ospitare gli altri, da aprire al mondo e alla relazione, indicando la possibilità di una connessione tra tempi e spazi differenti, rafforzando così la dimensione metafisica di questo esperimento mentale che ha dato vita alla mostra “Love is in the Air. Ugo Foscolo e Antonietta Fagnani Arese”.

 

[1] Cfr, P. Sloterdijck, Il mondo dentro il capitale, Meltemi, Roma 2008

[2] Cfr. U. Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis, “lettera del 15 maggio 1798”

[3]

OLIO D'ARTISTA

OLIO D’ARTISTA

November 18, 2020  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

 

“The entire idea of Creativity affects each individual identity who lives in this planet”.

This is the meaning of making Extra Virgin Olive Oil and Living in Art.

It is a question of the salvation of our Souls. This is our goal when we get to work supporting artists and guarding trees.

OLIO D’ARTISTA is a project conceived by THE POOL NYC Gallery with Giuseppe Stampone, inspired by Joseph Beuys’ Piantagione Paradise.
Always in defense of Nature: defense of Man, Human Values and Creativity.

The label was specially designed by Giuseppe Stampone.

November 2020, Villa Pazzi, Pian de’ Giullari, Firenze

Hand picked Olives; Cold Extraction Extra Virigin Olive Oil.

Olives’ Variety: Moraiolo, Leccino, Frantoio

100% Made In Tuscany

Stampone, an international renowned artist from Abruzzo (his work is in important private collections and museums such as TATE, London, The Museum of Contemporary Art, Houston, MAXXI, Rome, GAMeC, Bergamo) has always been particularly interested in the environment and always admired Beuys’ work. The artist cannot forget the famous abruzzese PARADISE PLANTATION also known as Defence of Nature by German Artist.

Defence of Nature, a project the German Master carried out in Italy in the last 15 years of his life thanks to the solid collaboration of Lucrezia De Domizio and the photographic lens of her husband Buby Durini first took place in the early 1970s when Joseph Beuys began to cultivate a fifteen-hectare plot of land in Bolognano (Abruzzo) destined to the planting of 7,000 bushes and trees that risked extinction: the result was the Piantagione Paradise, oParadise Plantation. On May 13, 1984, Beuys plants the first Italian oak in the Plantation, right in front of his studio: it is the beginning of the discussion “Defence of Nature,” the veritable emblem of this ambitious Abruzzese project. The Defence of Nature should be understood not just in an ecological sense; actually and more importantly it should be read in terms of its anthropological meaning: defence of man, creativity and human values, topics, more than ever before, of great interest today.

Among the planted trees there were of course olive trees, so much loved by the artist, who used them in several projects, such as Olivestone (1984).

Beuys used oil and stones related to the oil process to make artworks.

This Art Process is related to Creativity and Humanity. Humanity is interpreted in its etymology (comes from the Latin word humilitas, a noun related to the adjective humilis, which may be translated as “from the earth”, since it derives from humus (earth). This action is still very inspiring for us, especially in this moment when Nature is an even more important drive and Art is the access key to the world and the Future.

We wanted to create a new special Organic Product/Artwork made of Art and Humus.

Extra Virgin Olive Oil is crucial in Italy as Art is.

This is why we combined them both and we conceived OLIO D’ARTISTA.

 

 

 

OLIO D'ARTISTA

OLIO D’ARTISTA

November 16, 2020  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

 

“The entire idea of Creativity affects each individual identity who lives in this planet”.

This is the meaning of making Extra Virgin Olive Oil and Living in Art.

It is a question of the salvation of our Souls. This is our goal when we get to work supporting artists and guarding trees.

OLIO D’ARTISTA is a project conceived by THE POOL NYC Gallery with Giuseppe Stampone, inspired by Joseph Beuys’ Piantagione Paradise.
Always in defense of Nature: defense of Man, Human Values and Creativity.

The label was specially designed by Giuseppe Stampone.

Stampone, an international renowned artist from Abruzzo (his work is in important private collections and museums such as TATE, London, The Museum of Contemporary Art, Houston, MAXXI, Rome, GAMeC, Bergamo) has always been particularly interested in the environment and always admired Beuys’ work. The artist cannot forget the famous abruzzese PARADISE PLANTATION also known as Defence of Nature by German Artist.

Defence of Nature, a project the German Master carried out in Italy in the last 15 years of his life thanks to the solid collaboration of Lucrezia De Domizio and the photographic lens of her husband Buby Durini first took place in the early 1970s when Joseph Beuys began to cultivate a fifteen-hectare plot of land in Bolognano (Abruzzo) destined to the planting of 7,000 bushes and trees that risked extinction: the result was the Piantagione Paradise, oParadise Plantation. On May 13, 1984, Beuys plants the first Italian oak in the Plantation, right in front of his studio: it is the beginning of the discussion “Defence of Nature,” the veritable emblem of this ambitious Abruzzese project. The Defence of Nature should be understood not just in an ecological sense; actually and more importantly it should be read in terms of its anthropological meaning: defence of man, creativity and human values, topics, more than ever before, of great interest today.

Among the planted trees there were of course olive trees, so much loved by the artist, who used them in several projects, such as Olivestone (1984).

Beuys used oil and stones related to the oil process to make artworks.

This Art Process is related to Creativity and Humanity. Humanity is interpreted in its etymology (comes from the Latin word humilitas, a noun related to the adjective humilis, which may be translated as “from the earth”, since it derives from humus (earth). This action is still very inspiring for us, especially in this moment when Nature is an even more important drive and Art is the access key to the world and the Future.

We wanted to create a new special Organic Product/Artwork made of Art and Humus.

Extra Virgin Olive Oil is crucial in Italy as Art is.

This is why we combined them both and we conceived OLIO D’ARTISTA.

 

November 2020, Villa Pazzi, Pian de’ Giullari, Firenze

Hand picked Olives; Cold Extraction Extra Virigin Olive Oil.

Olives’ Variety: Moraiolo, Leccino, Frantoio

100% Made In Tuscany

ARCHILEO by OVO Design Idee Manufatti

ARCHILEO by OVO Design Idee Manufatti

September 24, 2020  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

ARCHILEO, La Carriola-Poltrona by OVO Design Idee Manufatti

ARCHILEO, La Carriola-Poltrona by OVO Design Idee Manufatti

September 24, 2020  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

ARCHILEO

a cura di Giacinto Di Pietrantonio

29 Settembre-10 Ottobre

In Occasione di Milano Design City 2020, THE POOL NYC è entusiasta di presentare fisicamente e virtualmente ARCHILEO, l’unica carriola che è anche una poltrona e che vi farà essere felici.

“Datemi un punto d’appoggio e vi solleverò il mondo” diceva il filosofo fisico matematico ARCHImede (288 – 212 a.C.), intendendo per mondo la Terra tutta sollevabile attraverso lo strumento della leva, mentre circa 1700 anni dopo guardando al cielo GaliLEO (1564 – 1642), pur esso filosofo, astronomo e matematico, aggiungeva: “Eppur si muove!”, parlando della Terra non più ferma, ma in movimento intorno al sole. Un secolo prima LEOnardo ideava e progettava meccanismi di mobilità di ogni genere, utilizzati allora e nei secoli successivi.

Il duo designer OVO (Maurizio Orrico – Enrica Vulcano) ha unito queste tre verità filosofico-scientifico-artistiche per realizzare una paradossale seduta mobile chiamata ARCHILEO.
Partendo dalla carriola, uno dei primi, se non addirittura il primo veicolo meccanico, OVO alla Marcel Duchamp o alla Achille Castiglioni, o alla Bruno Munari, ha progettato una seduta che può anche essere agevolmente mossa.
Con un semplice gesto di rifunzionalizzazione OVO ha trasformato un mezzo di trasporto di cose in una poltrona che all’occorrenza può essere spostata anche con la persona seduta.

 
 Così, “se da Cosa nasce Cosa” come diceva Bruno Munari, qui la cosa carriola diventa cosa poltrona ARCHILEO, che promette una seduta come viaggio dell’abitare. Lo stare seduto può qui diventare anche un gioco che mette insieme infanzia e vita adulta: movimento e stasi. Allora la poltrona carriola ARCHILEO diviene anche madeleine proustiana che ci riporta alla nostra infanzia, l’età in cui tutto è gioco e dove anche uno strumento di lavoro viene usato dai bambini come mezzo ludico.
A questo punto diventa evidente che stare seduti in ARCHILEO ci rilassa e diverte allo stesso tempo, rendendoci felici di riposare e consapevoli di poterci spostare.
Dulcis in fundo ci piace sottolineare come questa poltrona rappresenti una gioiosa novità ispirata anche dal logo OVO, dove la O è la ruota, la V il braccio-leva e l’altra O la cassa: O<O.
Orsù, se anche la poltrona si solleva e muove, sentitevi anche voi sollevati e correte a provarla.

I rivestimenti di ARCHILEO sono stati forniti dalla Maison ZILLI-France.

Tuesday and Friday at 5 pm Instagram Live on Radio @thepoolnyc

April 1, 2020  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    During this 2020 forced Spiritual Retreat, we want to entertain our supporters with thoughts, jokes and Art. We also want to meet artists, and people who can contribute with their vision and art to enjoy the confinement and to turn this moment into something important and enriching for everybody.

This is why Luigi and Viola will go Live on Instagram every Tuesday and Friday at 5 pm (CET).

Follow us @thepoolnyc Cultivate your spirit and stay home!

GIUSEPPE STAMPONE @ LA BIENNALE DI VENEZIA

March 3, 2020  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

Venezia, 3 March 2020

We are very proud to share with you the great news regarding Giuseppe Stampone’s participation in the upcoming Venice Biennial.

The artist has been selected to participate in the Korean Pavilion at the upcoming Biennale di Architettura in Venice.

The Exhibition, titled FUTURE SCHOOL 
is curated by Hae-Won Shin.

Dates: August 27-November 29, 2020

 

 

GIUSEPPE STAMPONE IS NOW IN THE PERMANENT COLLECTION OF MFA,HOUSTON

GIUSEPPE STAMPONE IS NOW IN THE PERMANENT COLLECTION OF MFA,HOUSTON

December 13, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share
THE POOL NYC ANNOUNCES 

THE RECENT ACQUISITION OF

GIUSEPPE STAMPONE’S WORK  by
THE MUSEUM OF FINE ARTS, HOUSTON

Houston, December 11th 2019

We are very proud to announce the recent acquisition of Giuseppe Stampone’s work Architecture of Intelligence by THE MUSEUM OF FINE ARTS, HOUSTON.
Stampone’s main themes research are pedagogical activities as a way to formalize artworks, the connection with art history, and the relationship with other artists. Stampone explores these three subject matters, overlapping them and always posing new questions about the role of the artist in the contemporary world.

The artist’s recent production focuses on the reinterpretation of masterpieces from European Art History: just like altar pieces, within a secular universe and painfully yet clearly sensitive to the humanitarian emergencies of our times, the works reinterpret famous paintings such as Mocking of Christ by Fra’ Angelico, Abduction of Europa by Rembrandt, or The Painter’s Studio by Gustave Courbet. In this mighty agony, Stampone measures himself with the need to reconnect the so-called Western civility to his responsibilities, and opens to a critical reaction on the position of art compared to the spheres of power, both in the present and in the past.

In his interpretation of Goya’s Colossus, Stampone maintains the geometry of the 19th century composition.
Colossus is a painting dated 1808 which was a prelude to the catastrophe that would have occurred in Spain for the War of Independence.
Stampone wants to highlight the environmental crisis using the monster (the Colossus) that interprets the force of nature, with its bursting energy.
The city is considered as the contemporary nest to reunite as well as the place in which globalization determines this naturalistic crisis, the environmental malaise.

The use of the Bic pen refers to time dilation  and in this work on wooden board the artist adopts the technique of veiling: layer after layer the drawing that we see comes out.
 
This artwork is a proper homage to the City of  Houston, specifically made to integrate the collection of The Museum of Fine Arts.

Houston is one of the most exciting and globalized cities of the US, with an overload of electricity, lights, pollution, and smog.
Famous for its important oil and gas resources, Houston is a cosmopolitan city that makes us doubt of its capacity to survive in the near future, a common problem in our time.
 
Architecture of Intelligence is the definition of a process rather than the title of a work, and this process is the encounter with other authors. The narration stemming from Architecture of Intelligence distances itself from hegemonic narratives, which, by definition, tend to simplify, assimilate pre-existing models and schematize relationships. 

Siamo molto orgogliosi di annunciare la recente acquisizione di Architecture of Intelligence di Giuseppe Stampone da parte di THE MUSEUM OF FINE ARTS di Houston.

Giuseppe Stampone da sempre opera una reinterpretazione di dipinti storici in chiave contemporanea perché c’è una connessione con l’attualità e col periodo storico in cui sono stati prodotti: nel passato lo ha fatto con Manet, Gericault, Giorgione, Piero della Francesca, Tiziano.
 
In Architecture of Intelligence si tratta de il Colosso di Goya, un quadro del  1808 che preludeva alla catastrofe che ci sarebbe stata in Spagna per la guerra d’Indipendenza.

Stampone vuole evidenziare la crisi ambientale usando il mostro (Il Colosso) che interpreta la forza della natura, con la sua energia prorompente.
La città è il luogo di aggregazione della contemporaneità e anche il luogo dove la globalizzazione determina questa crisi naturalistica, il malessere ambientale.
 
L’uso della penna Bic è riferito alla dilatazione del tempo e in questo lavoro su tavola l’artista adotta la tecnica della velatura: strato dopo strato ne esce il disegno che vediamo.
Giuseppe Stampone riflette molto sul tempo del fare il dipinto e sostiene che Oggi bisogna tornare a fare nell’accezione più concettuale del verbo, un fare non più meccanico-manieristico.
L’artista si riappropria del proprio tempo. La velatura è una sovrapposizione di spazio e tempo, il tempo che scorre. L’artista decide ogni giorno di disegnare come atto concettuale e nel farlo si riappropria del proprio tempo intimo. 
 
La globalizzazione dell’arte pretende che si producano velocemente tante opere e Giuseppe Stampone reagisce invece impiegando molto tempo contro un sistema dell’arte bulimico e velocissimo. 
 
Il lavoro che entra a far parte della collezione permanente del Museum of Fine Arts,  è un omaggio a Houston, una delle città più interessanti degli Stati Uniti, che vive la frenesia del mondo globalizzato, del sovraccarico di elettricità, di inquinamento e smog. 

Houston, famosa per l’energia, il petrolio e il gas naturale, 
è una città cosmopolita che ci chiediamo come si alimenterà nel futuro.

 
Giuseppe Stampone, 1974

Italian, Lives and works in Rome

Since 2017 Giuseppe Stampone is an associated member of Civitella Ranieri Foundation in New York, since 2013 he is associated member of The American Academy of Roma, and in the same year he was invited to a residency in the Young Eun Museum of Contemporary Art (YMCA) of Gwangju in South Korea. 
His works Have been exhibited in international art shows, museums and foundations including: Biennial of Architecture in Seoul, South Korea (2017); Triennial of Ostenda, Belgium (2017); 
56th International Art Biennial of Venice, Italy (2015); Biennial of Kochi-Muziris, Kerala, India (2012); 11th Biennial of Havana, Cuba (2012); Biennial of Liverpool, UK (2010); 14th and 15th Quadriennial of Rome, Italy (2004 – 2008); Museum of Massachusetts Institute of Technology in Boston, U.S.A (2016); The American Academy of Roma, Italy (2008 – 2013 – 2014 – 2015); Art Kunsthalle of Gwangju, South Korea; Wilfredo Lam Contemporary Art Center of L’Avana, Cuba; MAXXI – National Art Museum of XXI Century of Rome, Italy; MACRO – Contemporary Art Museum in Rome, Italy; Foundation Sandretto Re Rebaudengo, Turin, Italy; Palazzo Reale, Milan, Italy; Triennial Bovisa, Milan, Italy; Cabaret Voltaire, Zurich, Switzerland; GAMeC – Modern and Contemporary Museum of Art, Bergamo, Italy; The Invisible Dog Art Center, Brooklyn – NYC, U.S.A.. 
His works have been included in several museum, such as: MAXXI Museum, Rome, Italy; Foundation of Biennial of Kochi-Muziris, Kerala, India; 
Foundation of Biennial of Sidney, Australia; Foundation of Quadriennial of Rome, Italy; MACRO Museum of Contemporary Art, Rome, Italy; Phelan Foundation, New York, U.S.A.; GAMeC Museum of Bergamo, Italy; Wilfredo LAM Contemporary Art Museum, L’Avana, Cuba; Birbragher Foundation, Bogotà, Colombia;
La Farnesina Collection, Rome, Italy; La Gaia Foundation, Busca, Italy; Pecci Contemporary Art Museum, Prato, Italy. 

Giuseppe Stampone is represented by THE POOL NYC.

Patrick Jacobs per il Corriere della Sera

November 26, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da CORRIERE DELLA SERA

La Lettura #416

Domenica 17 Novembre 2019

E’ il dettaglio di un campo fiorito, ma è solo la rappresentazione di un mondo irreale e incantato: Patrick Jacobs (Merced, California, 1971, ma vive a New York) è un artista che lavora sulla finzione e sul concetto di percezione.

L’opera della nostra copertina è il frutto di uno dei suoi diorami, ovvero ambienti in miniatura che l’artista realizza minuziosamente in ogni dettaglio e che solitamente rende visibili attraverso piccoli oblò collocati in una parete. 

Patrick Jacobs per le sue opere impiega lenti convesse circolari che amplificano l’effetto di profondità, alterando la percezione visiva degli osservatori.

Il suo lavoro si snoda tra disegni, installazioni dal sapore surrealista e piccole sculture, ma soprattutto crea mondi artificiali, spesso legati alla natura, altre volte aderenti alla vita quotidiana ponendosi al confine tra ricostruzione scientifica e un nuovo immaginario estetico.

I suoi ultimi lavori (visibili alla Galleria The Pool NYC, a Milano) raccontano una natura sognata, talvolta con evocazioni erotiche, spazi come luoghi del desiderio. Jacobs assume il ruolo di creatore di mondi ideali e inviolabili, che si rivolgono soprattutto al nostro inconscio. 

(Gianluigi Colin)

11 November, CHARITY EVENT for Istituto Europeo Oncologico IEO

11 November, CHARITY EVENT for Istituto Europeo Oncologico IEO

October 30, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

Lunedí 11 Novembre 2019 dalle 18.30 alle 20.30 ospiteremo un Behind the Scenes della mostra Nocturnes di Patrick Jacobs, che aprirà ufficialmente al pubblico il 14 Novembre.

THE POOL NYC vuole contribuire alla Ricerca per il Cancro con una serata speciale all’insegna della Beneficenza.

Gli ospiti, guidati dall’artista e dai galleristi, potranno cogliere tutte le fasi più salienti dietro alla realizzazione di una mostra d’arte contemporanea.

Sarà entusiasmante capire come funzionano i magici mondi creati da Patrick Jacobs cogliendone ispirazione, realizzazione e allestimento.

Nella prima sala sarà anche possibile scoprire una serie di lavori di altri artisti selezionati.

Per l’occasione il ricavato totale degli ingressi e una parte degli incassi della vendita delle opere d’arte della serata andranno in beneficenza all’Istituto Europeo Oncologico e Marco Dell’Omo regalerà a tutti i partecipanti l’iconico braccialetto Ocean Drop Pink Ribbon.

https://www.ieo.it/en/