NOTTURNO PIU'. Biennale di Venezia

NOTTURNO PIU’. Biennale di Venezia

March 27, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

On the occasion of the 58th Venice Biennale, THE POOL NYC presents NOTTURNO PIÚ, a group show curated by Giacinto Di Pietrantonio.

There are the ones who see the nocturne in Giotto’s Comet, in San Pietro’s Liberation by Raffaello, in Tintoretto’s work, or even in the Two Men who contemplate the moon by David Caspar Friedrich. Others, in poetry like To the Moon by Giacomo Leopardi, in Whistler’s golden blue color, in the solar stars by Van Gogh, or in futuristic works by Balla and Boccioni. We could go back and forth from dawn to dusk in drawing up the list of artworks whose subject or setting is the night. Certainly, the night was very much courted by the romantics, an era in which the nocturne (nocturne en français) was born. First as a musical work, a form of free, sweet and moderate music that linked up with the serenade. Chopin wrote 21 Nocturnes, Beethoven cheers us with the Moonlight Sonata, even Satie and Debussy did not escape the enterprise. Even literature did not miss the night and the Nocturne as Theodor Amadeus Hoffmann or even Leopardi with the Night Song of a wandering shepherd from Asia. The invitation to the present Notturno Piùexhibit is borrowed from the first cover of the Notturno book, a collection of intimist pizzini written blindfolded because of wounds by the great poet Gabriele D’Annunzio. It is in this evocative frame that we inscribed information and artists’ names for the Notturno Piùexhibition. They are the ones whose work allows returning with the imagination and the memory in the night, in that space time border in which the imagination expands confidentially with the poetics of Mario Airò, Atelier Biagetti, Laura Baldassari, Bertozzi & Casoni, Michel Courtemanche, Mariella Bettineschi, Tomaso Binga, Stefano Cerio, CTRL ZAK, Eteri Chkadua, Jan Fabre, Patrick Jacobs, Ugo La Pietra, Lorenzo Marini, Maria Teresa Meloni, Alessandro Mendini, Aldo Mondino, Francesca Montinaro, Fabio Novembre, Maurizio Orrico, OVO, Paola Pivi, Sarah Revoltella, Jonathan Rider, Andrea Salvatori, Denis Santachiara, Federico Solmi, Giuseppe Stampone, Patrick Tuttofuoco, Vedovamazzei, Alice Visentin.

Ours is not only nocturne, it’s Notturno Più. As night and nocturne are also understood in the form of Blues and Jazz; not only because of the music of the soul, but because of the possibility of jam sessions that offer above all the second. Therefore, it’s an exhibition that is free and mildly moderate, intended as a musical score and set up in a scene writing mode as Carmelo Bene liked to say. A writing – an exhibition in which each artist enters himself and his different work as a composition of a collectively diversified vision with his own unique and complex poetics. The original ones by Mario Airò, the hospitable luxury by Atelier Biagetti, or portraits from the hidden physiognomy of Laura Baldassari‘s lysergic painting, Bertozzi & Casoni’s ceramic realism, the plastic skill of Michel Courtemanche, Mariella Bettineschi’s double feminine gaze, Tomaso Binga’s feminist alphabet, Stefano Cerio’s non-photographic places, the overturned project of CTRL ZAK, the painting testimony of the myths and everyday life of Georgia by Eteri Chkadua, the metamorphic melancholy now blue by Jan Fabre, the meticulous and silent Lilliputian dioramas of Patrick Jacobs, the critical architectural landscape reflections of Ugo La Pietra, the chromatically and futuristically mobile alphabets by Lorenzo Marini, the detailed and ancient portraits by Maria Teresa Meloni, the abstract-futurist signs-decorum by Alessandro Mendini, the illuminating ironic sculptures by Aldo Mondino, the potted plants that hide sculptures of migrant environments by Francesca Montinaro.Fabio Novembre’s tension towards the useless, the abstract-informal paintings by Maurizio Orrico, the precariously hardcover project by OVO, the expansive sign energy of Paola Pivi, the sculptural portraits of the polarized families by Sarah Revoltella, the discrete and almost invisible environmental sculptures by Jonathan Rider, the cosmic vases by Andrea Salvatori, the animated-figured project by Denis Santachiara, the exuberant, noisy and ironic works of Federico Solmi, the responsibly ethical drawings by Giuseppe Stampone, the re-reading of the daily visual codes in the light of the multidisciplinary nature of Patrick Tuttofuoco, the ironic and arrogant landscapes by Vedovamazzei, the playfully shamanic paintings by Alice Visentin.

With this diversity made of 31 artists, the exhibition is an expressive chorus of poetics, techniques, materials that form Notturno Più, where the Più (Plus)is no longer just for the night, but the day and night together, like our life, they can no longer be solitary. This is a group show, an exhibition practice in which you need to be at least in two, the one and the other. Starting a community that counts 31 others, 31 artists with countless works to us, as to them, necessary both day and night to be found in the Notturno Più.

 

WHERE:

THE POOL NYC at PALAZZO CESARI MARCHESI

Campo Santa Maria del Giglio

Calle Rombiasio 2539 Venezia. Vaporetto Stop: GIGLIO

WHEN:

Opening Reception: Tuesday, May 7th, from 6 to 9 pm

8 May-15 June 2019

Open daily: 11-7

INFO:

info@thepoolnewyorkcity.com

+393356251723

+393337891947

thepoolnewyorkcity.com

@thepoolnyc

THE POOL NYC, Palazzo Cesari Marchesi, Calle Rombiasio 2539, Campo Santa Maria del Giglio, Venezia

Andrea Salvatori + Giulio Turcato. IKEBANA ROCK’N’ROLL

March 17, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

3 April – 31 May 2019

Opening Reception: Tuesday, April 2nd, from 6 to 9 pm

THE POOL NYC presenta Ikebana Rock’n’Roll, la personale del Maestro della Ceramica Contemporanea, Andrea Salvatori, in conversazione con Giulio Turcato, uno dei principali esponenti dell’Astrattismo Informale Italiano.

THE POOL NYCpresenta Ikebana Rock’n’Roll, la personale del Maestro della Ceramica Contemporanea, Andrea Salvatori, in conversazione con Giulio Turcato, uno dei principali esponenti dell’Astrattismo Informale Italiano.

Salvatori plasma da sempre la ceramica, materiale inorganico, assai duttile allo stato naturale e rigido dopo la cottura. Se nel 2009, agli esordi con la galleria, l’artista proponeva lavori in cui associava inserzioni in ceramica a pezzi trovati in mercatini d’antiquariato, adesso, per la prima mostra nella sede milanese, esordisce con una serie di vasi spumosi, carichi di materia, formosi, pieni di ritmo e poesia.

 Per Ikebana Rock’n’RollAndrea Salvatori presenta una serie di vasi bianchi con sfere di diversi toni di rosa, inserite come note musicali,a volte più ritmate, altre più calme. Questi lavori sono pensati come Ikebana, dove natura e spirito si fondono nel tentativo di associare la spiritualità orientale con una leggerezza minimale. L’Ikebana utilizza fiori, rami ed altri elementi naturali per realizzare composizioni di grande bellezza.

 “La ricerca dell’equilibrio tra tutti gli elementi passa anche dal contenitore. Ci sono numerose scuole di Ikebana e ognuna opta per un arrangiamento particolare. Alcune usano vasi alti e linee verticali, altre invece contenitori poco profondi”. Infatti i lavori dell’artista faentino hanno dimensioni e forme diverse e il vaso abbraccia così il concetto di scultura con una funzione ben precisa.

 Per ladisposizione pratica dei fiori si punta all’asimmetria, tratto caratteristico del lavoro di Salvatori, il quale crea con la ceramica un’armonia speciale,Allegro, Grave, Vivace, Moderato,proprio come nelle composizioni musicali. Alcuni lavori sono più tormentati, più pieni, rock, altri più poetici, più vuoti. 

Quello tra Andrea Salvatori e la stampa 3D è un confronto inedito, esuberante e al contempo composto, fatto di fugaci imperfezioni e di pause ragionate, che origina da un’innata conflittualità tra creazione umana e artificio tecnico, tra uomo e macchina. La macchina, in questo caso, è la stampante Delta WASP 40100 Clay, progettata da WASP per essere al fianco dei ceramisti durante tutto il processo artistico, ripensando radicalmente l’ideazione dell’opera grazie alle innovative opportunità offerte dalla fabbricazione digitale.
 La stampa 3D è il simbolo di una nuova corrente artistica, frutto di repertori digitali unici e tuttora non sondati dall’arte contemporanea. La collaborazione tra WASP e il Maestro si prefigge di delineare inediti scenari artistici, in cui routine meccaniche e gestualità scultoree coesistono nel dialogo compositivo dell’opera. Salvatori concepisce questo rapporto con un’intuizione estremamente affascinante: manomettere la perfezione della stampa con una miscellanea di inserzioni ceramiche. Il processo di deposizione del materiale e di incastonatura delle sfere è tema centrale nella collezione Ikebana Rock’n’Roll, al punto da convincere Salvatori a denominare le opere “Composizione 40100”, come scaturite da un dialogo musicale dalle tonalità più svariate.
L’artista sconvolge l’algoritmo reiterato pedissequamente dalla macchina con accenti musicali imperfetti, frutto di volta in volta di azioni spontanee e processi ragionati.

Sorge naturale associare le sculture di Salvatori ai dipinti di Turcato: due sperimentatori in fatto di materia.

Giulio Turcato, una presenza costante a La Biennale di Venezia, ha indagato per tutta la vita la materia, usando fluorescenze, pastiglie, sabbie, acrilico e olio. 

Nel 1947 Turcato è tra i firmatari di FORMA 1, dove esprime un interesse per una pittura formalista. Nel 1956, dopo un viaggio in Cina, forti sono i riferimenti agli ideogrammi, da cui la nascita dei cosiddetti Reticoli, un trionfo di forme attraverso il colore, che assume una valenza astratta in relazione proprio con se stesso. Col passare degli anni l’artista tende all’assenza della forma.

Agli inizi degli anni ’60 Giulio Turcato viene colpito dalle nevrosi contemporanee e inserisce nei suoi lavori i Tranquillanti, giocando con la materia pittorica e dando vita a composizioni brillanti, astratte, tutte con un piglio musicale. Negli anni delle conquiste spaziali il Maestro inventa opere con sabbie colorate cangianti affermando “la mia ricerca coloristica è orientata verso un nuovo colore…”. È del 1964 la prima Superficie Lunare, realizzata con una striscia di gommapiuma lavorata e combusta. Sarebbe soddisfatto di vedere oggi i toni che hanno assunto i colori da lui medesimo creati. 

Nei lavori dell’artista nato a Mantova e mancato a Roma c’è un acceso ritmo informale generato dalla diversità dei materiali usati nelle fasi della sua produzione. THE POOL NYC propone una selezione di opere che spazia dai Reticoli, alle Superfici Lunari, ai Tranquillanti,fino agli Arcipelaghi.

Ikebana e Rock’n’Roll sono in totale contrasto: il primo legato alla spiritualità, il secondo al ritmo di vita terreno e festaiolo. Tutto quanto esiste in natura può essere trasformato in materiale compositivo, purché interpretato nella sua essenza di elemento naturale, riordinato e riespresso e, da inerte, reso vivente. All’origine è dunque la natura, fonte inesauribile di materia prima, modello perfetto che l’uomo può imitare e che l’artista non deve contraffare. Non dimentichiamo che la natura non ripete mai identica una stessa forma, pur moltiplicandola in una quantità potenzialmente infinita. 

THE POOL NYC presents Ikebana Rock’n’Roll, the solo show by the Master of Contemporary Ceramics, Andrea Salvatori, in conversation with Giulio Turcato, one of the main exponents of Italian Informal Abstractism.

Salvatori has always molded ceramics, an inorganic material that is very ductile in its natural state and rigid after cooking. Since his debut with the gallery in 2009, where the artist proposed works in which he associated ceramic inserts to pieces found in antique markets, till this first exhibition in the Milanese Gallery, he shows a series of foamy vases, full of matter, curvy, loaded with rhythm and poetry.

For Ikebana Rock’n’RollAndrea Salvatori presents a series of white vases with spheres of different shades of pink, inserted as musical notes, sometimes more rhythmic, sometimes more calm. These works are conceived as Ikebana, where nature and spirit merge in an attempt to associate Oriental spirituality with minimal lightness. Ikebana uses flowers, branches and other natural elements to create compositions of great beauty.

“The search for balance between all the elements also passes through the container. There are numerous schools of Ikebana and each one opts for a particular arrangement. Some use tall vases and vertical lines, others use shallow containers.” In fact the works of the artist from Faenza have different dimensions and shapes and the vase thus embraces the concept of sculpture with a very specific function.

For the practical arrangement of the flowers, the aim is asymmetry, a characteristic trait of Salvatori’s work, which creates a special harmony with ceramics: Allegro, Grave, Vivace, Moderato, just like in musical compositions. Some works are more tormented, fuller, rock, others more poetic, empty.

The one between Andrea Salvatori and 3D printing is a new and exuberant confrontation, made of fleeting imperfections and reasoned pauses, which originates from an innate conflict between human creation and technical artifice, between man and machine. The machine, in this case, is the Delta WASP 40100 Clay printer, designed by WASP to be at the side of the ceramists throughout the artistic process, radically rethinking the conception of the work thanks to the innovative opportunities offered by digital fabrication.
 3D printing is the symbol of a new artistic current, the result of unique digital repertoires and still not probed by contemporary art. The collaboration between WASP and the Maestro aims to outline new artistic scenarios, in which mechanical routines and sculptural gestures coexist in the compositional dialogue of the work. Salvatori conceives this relationship with an extremely fascinating intuition: to tamper with the perfection of printing with a miscellany of ceramic insertions. The process of depositing the material and setting the spheres is a central theme in the Ikebana Rock’n’Roll collection, to the point of convincing Salvatori to name the works “Composition 40100”, as if they originated from a musical dialogue of the most varied tones.
The artist alters the repeated algorithm with imperfect musical accents, as a result of spontaneous actions and reasoned processes.The first Lunar Surface dates to 1964 with a strip of processed and burnt foam rubber. He would be pleased to see today that tones have taken on the colors he created himself.

L'Abruzzo in Galleria!

L’Abruzzo in Galleria!

March 16, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

Stefano Cerio, Aquila.

Con Saluti dall’Abruzzo di

Giuseppe Stampone

SABATO 23 MARZO DALLE 17 in galleria

VITEL TONNE'

VITEL TONNE’

April 11, 2017  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

An Art Recipe Exhibition in Venice

 

THE POOL NYC at Palazzo Cesari-Marchesi

Calle Rombiasio 2539,

Campo Santa Maria del Giglio, Venezia

 

MAY 9-JUNE 25 2017

 

Vitel Tonné is a Piedmontese dish of cold, sliced veal covered with a creamy, mayonnaise-like sauce that has been flavored with tuna; it is also known as “the main course of an Italian meal or as an exceedingly elegant antipasto for an elaborate dinner”, Marcella Hazan, the famous authority on Italian cuisine, states.

Veal + tuna + mayonnaise, separately strong ingredients, with solid flavour, compose a great dish. According to canonical parameters on cooking, Vitel tonné should not exist, Fish + Meat = Forbidden! And if it did not, Italian cuisine would be sorely lacking.

But, there is always an exception, and it’s the peculiar nature that gives birth to a genius dish.

This culinary introduction, might sound like an odd premise for an art show, but it is only too appropriate for the organic exhibition that THE POOL NYC is presenting for this 2017 Venice Biennale at Palazzo Cesari-Marchesi.

We are proud to serve a selection of junk media and free range artists, very spicy and from various countries, all belonging to the same kitchen of ART. 

Art, as we see it, is the Grande Cucina with many chefs, all with their own unique sense of personality, humor, fantasy, intelligence, sensitivity.

There is a common denominator that let arts stick together, even being from different centuries and origins, as it happens in magical recipes.

THE POOL NYC is happy to marinate, in the rooms of an old Venetian Palace of the XVIII century, a wide selection of Modern and Contemporary artworks for a digestible show.

Walking through the salons of the palazzo will entertain your eyes, will stimulate your spirit, and will nourish your cultural avidity. Every room is filled with a specific medium in order to satiate your need of ceramic, figurative painting, or photography without additives. Your artistic hunger will be satisfied by slicing every single work of art installed within the Palazzo.

The Menu is rich of interesting dishes, made of contemporary dairy free ceramic, organic paintings of the XX and XXI Century served in an old building.

This explosive dressing will regenerate your stomach. It will be a shake of artworks, to savor all together, or each separately. You can start with a vegan antipasto of photography and end with a glazed ceramic dessert.

The main salon, garnished with stuccos, hosts a convivial long table, where the whole art family, will peacefully dine, exchanging opinions despite their different nature.

In Italy we experience the Cuisine not just as a survival or Epicurean moment, but as a situation where we get together. We don’t care about nationality, dairy products, color, vegetarianism, taste, Extra Virgin Olive Oil, size, veganism, age, medium, political views, feminism, spacialism, abstract art, pop-art, we can live together and devour it all.

This is a gluttonous experience, and we are pleased to share it with you.

 

Il Vitel Tonné è un piatto tipico piemontese realizzato con il girello di vitello e la salsa tonnata. Si può guarnire con capperi e limone. 

Vitello, tonno e maionese, ognuno con un sapore forte, danno vita a una ricetta favolosa.

Seguendo i canonici parametri della buona Cucina, il Vitel Tonné non dovrebbe esistere perché Carne + Pesce = Divieto Assoluto! Ma ecco l’eccezione che conferma la regola.

Questa introduzione culinaria potrebbe apparire bizzarra per una mostra d’arte, ma è assolutamente adatta per la organic exhibition che THE POOL NYC presenta a Palazzo Cesari-Marchesi in occasione della 57esima edizione de La Biennale di Venezia.

Acquolina in bocca per i più avidi collezionisti. Si tratta di una mostra ghiotta: vetri, ceramica, pittura, astratta e figurativa, video, installazioni, fotografia, disegni, acquerelli, diorami; una visione dell’arte come esperienza golosa, adatta a palati sopraffini.

Siamo orgogliosi di servirvi una selezione di junk media e artisti liberi, assai speziati e di varia provenienza, tutti però appartenenti alla stessa Cucina dell’Arte.

L’arte, per come la intendiamo, è la Grande Cucina con tanti cuochi, ognuno con la propria personalità, humor, fantasia, intelligenza e sensibilità.

Un comune denominatore fa sì che le arti, sebbene di secoli e luoghi diversi, ben convivano, proprio come nelle migliori ricette di cucina.

Nelle stanze di un antico palazzo veneziano del XVIII secolo, THE POOL NYC è felice di marinare un’ampia selezione di lavori di Arte Moderna e Contemporanea per una mostra davvero sfiziosa.

Camminare all’interno dei saloni del palazzo attrarrà i vostri occhi, stimolerà lo spirito e nutrirà la vostra avidità culturale. Ogni stanza è farcita d’arte per saziare il vostro bisogno di installazioni multimediali, di pittura figurativa, o di diorami senza conservanti.

Questo menu esplosivo vi rigenererà. Potrete cominciare con un antipasto di fotografia e finire con una spuma di ceramica invetriata.

La sala principale, guarnita con stucchi, ospita un banchetto dove l’intera famiglia dell’arte mangerà insieme, scambiando convivialmente opinioni.

In Italia siamo abituati a mangiare non tanto per sopravvivere o per il piacere del palato, ma soprattutto per stare insieme, come atto simposiaco. Non importa la nazionalità dei partecipanti, la loro età, il colore, l’appartenenza a una corrente artistica, che siano vegetariani, figurativi, o biodinamici; non discriminiamo nessuno per le visioni politiche o i media utilizzati; siamo aperti al Femminismo, allo Spazialismo, all’Astrattismo, alla Pop-Art; usiamo Olio Extra Vergine d’Oliva e acrilico; ci ritroviamo tutti insieme allegramente e divoriamo tutto quel che ci viene proposto.

Preparatevi a un’esperienza golosa, che noi siamo felici di condividere con voi.

Artists:                                 

Ercole Barovier, Gina Beavers, Bertozzi & Casoni, Giacomo Cappellin, James Case-Leal, Eteri Chkadua, Marcel Dzama, Giorgio Ferro, Stefania Fersini, Piero Fogliati, Luigi Ghirri, Piero Gilardi, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Patrick Jacobs, Austin Lee, Sol LeWitt, Aldo Mondino, Niccolò Montesi, MVM, Luigi Ontani, Jonathan Rider, Andrea Salvatori, Antonio Scaccabarozzi, Carlo Scarpa, Peter Schuyff, Archimede Seguso, Bianca Sforni, Federico Solmi, Giuseppe Stampone, Fratelli Toso, Giulio Turcato, Ludwig Wilding.

Address:

Calle Rombiasio, Campo Santa Maria del Giglio, 30124 Venezia.

How to find us:

Once in Campo Santa Maria del Giglio, walk opposite to Canal Grande, pass the church of Santa Maria del Giglio on the left and Tessitura Bevilacqua on the right, following THE POOL NYC stickers.

Vaporetto stop:  S. Maria del Giglio (same stop of the Gritti Palace)

Water access: Rio de l’Alboro (aka Rio de le Ostreghe) 

Hours of Operation: daily 11 am – 7 pm and by appointment

Vernissage and Opening Reception: 9th May 2017 at 6 pm. 

#thepoolnyc

#viteltonnevenezia

A special Thanks to Scaramouche NY for their collaboration

PATRICK JACOBS @ VOLTA NY 2012

PATRICK JACOBS @ VOLTA NY 2012

July 11, 2011  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

A Solo Show in NYC

Patrick Jacobs intentionally blurs boundaries between the traditional artistic media of painting, sculpture and photography in his works. At the same time, they present the viewer with a spatial and perceptual conundrum; we are drawn into a space at once determinate and infinite, natural and contrived, prosaic and otherworldly.
Jacobs draws inspiration from sources as diverse as historical landscape painting and contemporary chemical companies’ home and garden pest control brochures, such as Chevon’s Ortho Books. Recalling the Claude glass, an optical device popular in the 18th century used to frame the picturesque, the lenses invoke the invisible eye of the wary homeowner searching an otherwise vacant domestic landscape for imagined interlopers. Ortho, Greek for “correct,” further alludes to the unending quest to control any divergence from the norm, as well as the manipulation of our sense of perspective. With such a fusion of influences, these quiet compositions offer a magical view of the mundane. Here, reality has been de-familiarized, and the uncanny has supplanted the commonplace.
Each work consists of a meticulously constructed, three-dimensional diorama installed within the wall and viewed through a circular window of glass lenses. The combination of the negative focal length of the lenses and sculptural foreshortening creates the illusion of seemingly infinite depth within the limitations of a narrow space. The result is a distorted reality corrected only when seen through the lenses. Though artificial, these worlds are nevertheless strangely real and tactile.
Whereas painters using the Claude glass sought highly picturesque moments, Jacobs’ dioramas tend to depict banal and subtle scenes, places often overlooked, such as a field with an anthill or the view out a window over a radiator. This exhibition will include four works from Jacobs’ interior series.  In each, an imaginitive bird’s eye view of the Gowanus Heights from the artist’s apartment in Brooklyn, NY produces a spatial progression from interior to exterior as well as the impossible effect of simultaneous close-up and distance.

11 November, CHARITY EVENT for Istituto Europeo Oncologico IEO

11 November, CHARITY EVENT for Istituto Europeo Oncologico IEO

October 30, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

Lunedí 11 Novembre 2019 dalle 18.30 alle 20.30 ospiteremo un Behind the Scenes della mostra Nocturnes di Patrick Jacobs, che aprirà ufficialmente al pubblico il 14 Novembre.

THE POOL NYC vuole contribuire alla Ricerca per il Cancro con una serata speciale all’insegna della Beneficenza.

Gli ospiti, guidati dall’artista e dai galleristi, potranno cogliere tutte le fasi più salienti dietro alla realizzazione di una mostra d’arte contemporanea.

Sarà entusiasmante capire come funzionano i magici mondi creati da Patrick Jacobs cogliendone ispirazione, realizzazione e allestimento.

Nella prima sala sarà anche possibile scoprire una serie di lavori di altri artisti selezionati.

Per l’occasione il ricavato totale degli ingressi e una parte degli incassi della vendita delle opere d’arte della serata andranno in beneficenza all’Istituto Europeo Oncologico e Marco Dell’Omo regalerà a tutti i partecipanti l’iconico braccialetto Ocean Drop Pink Ribbon.

https://www.ieo.it/en/

PATRICK JACOBS Solo Exhibition

PATRICK JACOBS Solo Exhibition

October 19, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

 

THE POOL NYC is very proud to present Nocturnes, which showcases the work of the American artist Patrick Jacobs.  We have followed Jacobs’ career with great enthusiasm over the past ten years, from our first studio visit with him in his apartment overlooking Prospect Park in Brooklyn, NYC (a source of inspiration for many of his micro worlds) to his monochromatic landscapes and large-scale installations of more recent years. We have now arrived at the Nocturnes.  We are very excited to present his first solo exhibition in Italy.

Nature has always figured prominently in Jacobs’ work. In his earliest dioramas, he explored the ambiguous relationship humans have with the environment – a sense of wonder and astonishment, but also an underlying unease.  His depictions of weeds and funguses, for example, reveal much about our cultural attitudes towards the natural world. His series of works of fairy rings draw on ancient legends in which spirits danced in circles causing mushrooms to spring up.  Here, he conjures up the supernatural and, with it, a sense of fear and magic.

In Nocturnes, sensuality takes center stage as never before.  Lush, fertile, and luxuriant flora allude to surreal and dreamy places.  In the words of Shakespeare, Jacobs “uses the night as a cloak” through which he can enjoy the pleasures of a conspiratorial nature.  And, like Dorian Gray, he escapes into the night to indulge his innermost desires, sometimes frightened by what he sees and simultaneously overwhelmed by irrepressible desires. We are faced with perturbing, poetic and seductive landscapes. 

Opening Reception: November 14th 2019 from 6 to 8 pm.

STEFANO CERIO: Constructions Instables, PARIS

STEFANO CERIO: Constructions Instables, PARIS

October 8, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

Stefano Cerio – Constructions Instables

5-28 November 2019,

Istituto Italiano di Cultura, Paris

 

L’Aquila, dieci anni dopo il terribile terremoto del 2019. Michele Nastasi e Stefano Cerio, che si inscrivono tra i migliori fotografi italiani della loro generazione, ci conducono tra le rovine della città e nei suoi dintorni. Posano uno sguardo anticonformista su questo universo devastato, mostrandoci una realtà prigioniera delle impalcature o il sogno quasi infantile di una ricostruzione possibile. I loro clichés ci rivelano un mondo instabile, strano, sbalorditivo. Tra natura e cultura, decostruzione e costruzione, rigidezza e flessibilità, queste immagini forti e sorprendenti diventano il simbolo delle nostre contraddizioni e dei nostri sogni, spingendoci allo stesso tempo a interrogarci sul nostro futuro e a compiere un viaggio nel nostro immaginario.

I due fotografi saranno presenti al vernissage. Per introdurre le opere, abbiamo invitato Stefano Chiodi, professore di Storia Contemporanea all’Università di Roma Tre, e Jean-François Cabestan, architetto e storico dell’architettura.

L’esposizione sarà visitabile fino al 28 novembre (dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 e le sere in cui sono previsti altri eventi, come da calendario).

In collaborazione con il festival PhotoSaintGermain.

A Painting a Day keeps the Doctor Away

A Painting a Day keeps the Doctor Away

October 8, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

11 October-7 November 2019, Milano

THE POOL NYC presenta A PAINTING A DAY KEEPS THE DOCTOR AWAY/Un Quadro al Giorno leva il Medico di torno, una mostra collettiva con i lavori dei seguenti artisti: Gina Beavers, Mariella Bettineschi, James Case-Leal, Stefano Cerio, Eteri Chkadua, Maria Crispal, Aldo Mondino, Francesca Montinaro, Francesco Mori, Paolo Parisi, Sarah Revoltella, Andrew Sendor, Bianca Sforni, Giuseppe Stampone, Vedovamazzei.

L’arte, rimedio di molti mali, è vita ed è viva e con questa esposizione la vogliamo rendere ancora più animata e tangibile.

La mostra svela ogni giorno un quadro nuovo nella prima stanza di Palazzo Fagnani Ronzoni, sede della galleria. Si vuole dare all’opera esposta la massima importanza collocandola in uno spazio apposito, dove nessun altro lavoro distoglierà l’attenzione dalla stessa.

L’obiettivo è di creare un legame unico tra il lavoro esposto su una grande parete e il visitatore; l’opera isolata avrà un impatto più o meno forte sull’avventore. Si vuole capire cosa suscita in noi un’opera d’arte da sola.
L’indomani il lavoro passerà nella sala centrale della galleria, in attesa di essere raggiunto e “abbinato” dagli altri quadri selezionati per la mostra. Si avrà così la possibilità giorno dopo giorno, di vedere la differenza della fruizione di un quadro singolo, o di un gruppo di opere.
L’accostamento di un lavoro all’altro sarà una sorta di performance in corso ogni giorno e chi vorrà potrà assistere capendo il lavoro sia pratico (di appendere e collocare) che teorico che soggiace dietro all’allestimento di una mostra di arte. Il momento dell’accrochage sarà anche utilizzato per ragionare attorno al tema degli accostamenti artistici e con grande entusiasmo saremo felici di condividerlo quotidianamente con i nostri ospiti.

THE POOL NYC is proud to present A Painting a Day keeps the Doctor Away, a group exhibition featuring works by Gina Beavers, Mariella Bettineschi, James Case-Leal, Stefano Cerio, Eteri Chkadua, Maria Crispal, Aldo Mondino, Francesca Montinaro, Francesco Mori, Paolo Parisi, Sarah Revoltella, Andrew Sendor, Bianca Sforni, Giuseppe Stampone, and Vedovamazzei.

The art, remedy of many evils, is life and is alive and with this exhibition we want to make it even more animated and tangible. In the first room of Palazzo Fagnani Ronzoni, home of the gallery, the show reveals a new painting every day. We want to give the exhibited work the utmost importance by placing it in a special space, where no other work will draw attention away from it. The goal is to create a unique link between the work, displayed on a large wall, and the visitor; the isolated work will have a stronger impact on the art lover. The aim is to understand what a work of art can, if left alone, inspire in us. The next day the work will pass in the main room of the gallery, waiting to be reached and “matched” by the other paintings selected for the exhibition. In this way you will have the chance, day after day, to see the difference in the use of a single painting, or a group of works. The juxtaposition of one work to another will be a sort of performance in progress every day and the THE POOL NYC gives to the visitor the opportunity to follow the process that lies behind the preparation of an art exhibition: from the most practical aspects (to hang and place the work) to the theoretical ones (concept and related choices). The moment of the accrochage will also be used to reason about the theme of artistic combinations. We are delighted to share it daily with our guests.

 

GIUSEPPE STAMPONE @ AUTOSTRADA BIENNALE, KOSOVO

GIUSEPPE STAMPONE @ AUTOSTRADA BIENNALE, KOSOVO

August 1, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

REVOLUTION IS US – LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI

21 July – 21 September 2019 / Autostrada Biennale in Prizren

Curated by Giacinto Di Pietrantonio

For AUTOSTRADA BIENNALE, Giuseppe Stampone presents “Primavera Araba” a unique piece consisting of 24 drawings inspired by the related files, taken from the internet at a time when they were censored for the West. The peculiarity of the piece is the artist’s choice to depict only women and children.

From Giacinto Di Pietrantonio.

It is only natural that by living in a world where virtuality has become crucial to our existence, the first thing we do when we have an idea is to find a reference, which means going on the internet and searching on Google for news or references to confirm our idea. If we search for “La rivoluzione siamo noi” on Google, we find 27.000.000 results in 0.47 seconds. A colossal number.

However, for anyone working with art, it is very encouraging to see that the first result which appears is Joseph Beuys’ piece of 1971, with the title “La Rivoluzione Siamo Noi”. The title has not been translated, because Beuys named the piece in Italian, as he thought and did the work in Italy. A large paper print, a kind of poster, produced by the Modern Art Agency in Naples. An inkjet print of 185 x 106 cm with 180 copies in which Beuys is shown walking towards us with his felt hat on his head, a white shirt with a fisherman’s vest, jeans, boots and a shoulder bag.

This is one of the contemporary works of art that I prefer both for formal reasons and those of its content. It’s the one thing I would take on a deserted island. So, it is a work which I keep with me for many years, ever since I learned of it. Then, a few years ago, I managed to get a copy of it, and I installed it at the entrance of my house. In fact, anyone who comes to visit me is welcomed not only by me, but also by Joseph Beuys who walks behind me towards the guest, and at that moment, Beuys, I and the guest or guests become “Revolution Is Us”.

It is clear that nowadays, even more so than a few decades ago, the word revolution sounds suspect, given the collapse of the great narratives promising revolution ever since the Enlightenment, be they on the right or left. Those that produced the well-known dramas of the 20th century, and because of which everyone by the end of the century was in such a rush to bury the word revolution. Unfortunately by doing so, they also buried the utopias and hopes for the future which the word represents.

However, what “La Rivoluzione Siamo Noi” makes me think of is not so much the political revolutions, but the personal ones, and in the case of art, the linguistic ones. Art is, even when it does not seem to appear that way, always a bearer of novelty, openness, change, and above all freedom. I never thought of art as merely aesthetic, or pure contemplative pleasure, but as a human expression full of ethics and aesthetics. But above all as an aesthetic at the service of ethics, as Walter Benjamin suggests, and to which in some way this work also owes something to the work ‘Wanderer above the Mist’ of 1818, by Caspar David Friedrich.

It is known that Benjamin talks to us about the “Angelus Novus” painting of 1920, by Paul Klee, which portrays the angel of history with its body turned towards the future while its face and gaze are turned towards the past, and therefore between the old and the new. While Friedrich in the 1818 ‘Wanderer above the Mist’ depicts a solitary figure of the man and romantic traveler artist looking out at a great expanse of fog with his back turned to us. It is the romantic solitude of man in the face of the greatness of nature that Beuys replicates in the photographic work “Difesa della Natura (clavicembalo)” in 99.5 x 67 cm. in 1981, exactly ten years after “La Rivoluzione Siamo Noi”.

We find here many of the urgent questions of contemporary society, ranging from the relationship with society, history, nature, our being in the world, not in a descriptive-didactic or passive way, but active and moving towards the future. Not in a didactic way, otherwise it would not be art, but in an active way, and when I say active I do not refer to an idea of activism, but to that change of consciousness that every work of art provokes more or less. In fact, it must be said that the work of Beuys has nothing “revolutionary” from the point of view of a didactic iconography that should have contained a political symbol. In this case, the German greens, or the like.

The work indicates the journey towards and in and for the world. As “La Rivoluzione Siamo Noi” suggests, we must move towards the future, because we are not angels being blown by the storm of paradise, and neither are we immobile and contemplative wayfarers of a sea of fog, the metaphor of an uncertain future. But, like art, we are beings in movement, walking towards the future, that, even if uncertain, we must always look for.

And it is this future we strive to understand with the new edition of Autostrada Biennale.

 

 

STEFANO CERIO in conversation with ANGELA MADESANI

STEFANO CERIO in conversation with ANGELA MADESANI

February 7, 2019  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

Mercoledi 20 Febbraio ore 19

Artist Talk: STEFANO CERIO in conversazione con ANGELA MADESANI

STEFANO CERIO, Aquila
Con Saluti dall’Abruzzo di Giuseppe Stampone

Dal 24 gennaio al 23 marzo THE POOL NYC presenta Aquila, la mostra personale di Stefano Cerio con il contributo dell’artistia abruzzese Giuseppe Stampone.
L’esposizione vuole essere un omaggio all’Abruzzo e alle zone colpite dal terremoto del 2009.
Il progetto di Stefano Cerio è incentrato sull’installazione di una casa gonfiabile nel poetico tentativo di dar vita a una ricostruzione fittizia.
 
Nei precedenti lavori l’artista si è già occupato del gioco, ritraendo alcuni luoghi dedicati al divertimento: Aqua park, navi da crociera, luna park. Questi luoghi, fotografati nel momento in cui nessuno li abita, sono ritratti di assenze. Sono le persone, o meglio la loro mancanza, a rendere questi luoghi ancor più surreali. Ma nei lavori della serie Aquila c’è un’evoluzione: non è più il posto ad essere surreale, ma l’effetto finale dato dal collocare dei gonfiabili dalla forte connotazione ludica, in un luogo dove non dovrebbero esserci. Siamo di fronte a un lavoro installativo, dove la fotografia serve a documentarne un processo, non a crearlo. Il luogo naturale assume un significato diverso con l’aggiunta del gonfiabile, che diventa quasi un oggetto metafisico.

Collocare una casa gonfiabile, che per sua natura è antisismica, è un atto di fede: infatti buona parte della regione colpita dal dramma non è stata ancora del tutto ricostruita e in questo modo si ambisce, almeno idealmente, a riedificarla.
Il gonfiaggio della casa è stato documentato da un video, che diventa performance. Esso racconta tutto il procedimento di gonfiare e sgonfiare, metafora della nascita e del crollo, nel tentativo di rappresentare una sorta di nuova vita in un territorio a cui è stata tolta.
Stefano Cerio interviene sul paesaggio naturale, in luoghi privi di costruzioni e dove quindi non c’è mai stata una perdita.
 
Ci troviamo a Campo Imperatore, che domina L’Aquila. Un paesaggio che non è stato massacrato dai terremoti perché non vi era niente che potesse crollare, se non la terra. L’interesse dell’artista sta nel creare un nuovo centro abitato nel nulla, dando una speranza di vita attraverso gli elementi ludici che egli colloca sul territorio.
 
Cerio ci offre un lavoro dotato di una logica sociale, ma senza alcuna retorica perché “La Retorica è il nemico assoluto dell’arte contemporanea”.

Nella mostra sono presenti anche i lavori di un artista abruzzese a cui è molto caro il tema: Giuseppe Stampone. L’artista ha voluto omaggiare la propria regione con alcune rilevanti opere che completano il progetto ideato da Cerio.

Stefano Cerio vive e lavora tra Roma e Parigi.
Inizia la carriera di fotografo a soli 18 anni, collaborando con il settimanale L’Espresso. Dal 2001 il suo interesse si sposta progressivamente verso la fotografia di ricerca e il video.
I suoi lavori si indirizzano sempre più intorno al tema della rappresentazione, esplorando quella terra di confine tra la visione, il racconto del reale e l’orizzonte di attesa dello spettatore, la messa in scena di una possibile realtà se non vera almeno verosimile. In questo senso, progetti come Sintetico Italiano, Souvenir, Aquapark, Night Ski, Chinese Fun sono tappe di un percorso artistico coerente che trova proprio nel concetto di ricordo, nel luogo “altro” come catalizzatore di desideri presenti e memorie future, nell’idea di vacanza e di svago, quella sospensione del quotidiano che l’autore studia e racconta in immagini.
Le sue opere sono in molte collezioni pubbliche e private.

Selected Solo Exhibitions
2019  Aquila, THE POOL NYC, Milano.
2018  Amusement Places, Museo Pignatelli, Naples.
2017  Night Games, Camera Centro Italiano per la Fotografia, Turin.
2017  Amusement, GadCollection Gallery, Paris.
2015  Chinese Fun, Fondazione Volume!, Rome.
2014  Paths, Dolomiti Contemporanee, Casso.
2013  Chinese Fun, Noire Gallery, Turin.
2012  Night Ski, Studio Trisorio, Naples.
2011  Winter Aquapark, Changing Role, Naples.
2011  Aquapark, Fondazione Forma per la fotografia, Milan.
2011  Summer Aquapark, proiezione video Museo Maxxi, Rome.
2011  Night Ski, Galerie Italienne, Paris.
2010  Winter Aquapark, Galerie Italienne, Paris.
 


 
STEFANO CERIO. Aquila. Greetings from Abruzzo by Giuseppe Stampone

STEFANO CERIO. Aquila. Greetings from Abruzzo by Giuseppe Stampone

December 20, 2018  |  NEWS  |  No Comments  |  Share

24 JANUARY / 23 MARCH 2019

 

THE POOL NYC is proud to present Aquila, a solo exhibition by Stefano Cerio with a special guest: Giuseppe Stampone, from Abruzzo.

The exhibition is a tribute to Abruzzo and the areas hit by the terrible earthquake in 2009.

Stefano Cerio has installed an inflatable house in a poetic attempt to create a fictitious reconstruction of the area.

The artist has already portrayed places such as water parks, ships cruise, or luna parks that, as for the inflatable house, are supposed to be icons/models of entertainment. These places have been photographed when closed, without people, and are brilliant portraits of an absence. It’s the missing people that makes these places even more surreal.

In the Aquila series there is an evolution: it is no longer the place to be surreal, yet the final effect obtained by placing an inflatable house in a context where it does not belong.

Photography is used to document an installation, a performance. The natural spot takes on a different meaning, with the temporary inflatable house that suddenly becomes almost metaphysical object. The inflatable house is, by nature, anti-seismic, and Cerio’s gesture can be considered a act of faith. In fact, a good portion of the region affected by the drama, has not been completely reconstructed. With this project the artist aspires to rebuild it ideally.

The inflation of the house has been documented by a video, which becomes a proper performance. The whole process of inflation and deflation, a metaphor of birth and collapse, is an attempt to represent a sort of new life in a territory where it is not anymore.

Stefano Cerio focuses on natural landscapes, without constructions, where there was no loss at all. In Campo Imperatore, near L’Aquila, nothing, but bare ground, could collapse.

The very deep intent of the artist is to create a new town in the middle of nowhere, giving hope to the people thanks to the playful objects spread around.

Cerio is releasing a work with a social logic, but without any rhetoric because “Rhetoric is the absolute enemy of contemporary art”.

The exhibition also features a native artist from Abruzzo, to whom the theme is very dear: Giuseppe Stampone. He wanted to pay a tribute to his region with some significant works that would complete the project conceived by Cerio.

 

OPENING RECEPTION, THURSDAY, JANUARY 24TH, 6-9 PM